TECNICA ACQUERELLO

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ISTRUZIONI TECNICHE

La Pittura ad Acquerello, è un mezzo artistico molto diffuso, data la sua versatilità e semplicità di applicazione.

Colori solubili ad acqua, di varia composizione e venduti come acquerelli esistono sul mercato da svariati anni.

Tra l'altro, ed erroneamente, l'acquerello viene pubblicizzato e diffuso come medium pittorico adatto ai principianti.

l'Acquerello non è facile e richiede soprattutto delle idee ben chiare su quello che si voule fare. Non è facile correggere gli errori, non è facile rendere al primo colpo gli effetti desiderati.

È una tecnica che richiede esperienza e progettazione del lavoro.

un mezzo pittorico è composto essenzialmente dal pigmento e dal mezzo legante, che può essere di varia natura: "magro" o "grasso".

Per l'acquerello il discorso è abbastanza semplice: pigmento colorato unito a gomma arabica sciolta in acqua, ad una determinata percentuale.

Vengono aggiunte delle sostanze "addolcenti", che hanno lo scopo di evitare la naturale tendenza a screpolare dell gomma arabica, quali il miele, lo sciroppo di zucchero, il fiele di bue o, in tempi più recenti, la glicerina.

E poi, sostanze che evitano l'ossidazione del medium (ovvero il risultato della degradazione da parte di batteri o muffe, quali l'essenza di spigo di lavanda, l'eugenolo od il fenolo).

Queste sostanze, con una maggiore o minore percentuale di gomma arabica, producono rispettivamente le note pasticche o l'acquerello da vendere in tubi.

 La scelta è da compiersi solo in base alla mole di lavoro e alla possibilità di acquistarne più o meno spesso (anche il prezzo incide!): le pasticche hanno una "vita" assai più lunga dei tubetti, che si possono forare, lasciare aperti e quindi seccare o alterarsi con le intemperie assai più facilmente.

È importante aggiungere a questo punto che la differenza essenziale tra acquerello e tempera "magra" (gouache) consta nel fatto che il primo è luminoso e trasparente ed il secondo opaco e coprente (ma con un aspetto sericeo assai gradevole).

Marche e Costi Il costo dei singoli colori varia a seconda del tipo di pigmento impiegato, almeno nelle marche più serie. Si sa bene che esistono colori la cui materia prima è di più difficile reperimento o sintesi industriale: questo si evidenzia in "serie" che hanno una numerazione: ad es, la serie 1, 3 o addirittura 5, come accade per la lacca viola pura o il giallo di zinco e stagno. Le marche presenti sul mercato sono molte. Se mi si chiede un consiglio spassionato, sono favorevole alla Scmincke o alla Sennelier. La Winsor & Newton ha recentemente avuto alti e bassi, da quando è stata acquistata da una multinazionale.

Di recente so che la gamma di colori, prima ristretta, è stata nuovamente ampliata. Le direttive della CE hanno dettato legge anche riguardo alle sostanze da impiegare per la fabbricazione dei colori. Pigmenti come il Cobalto, il Giallo di Napoli, il Cromo ecc..., sono stati banditi dal novero delle sostanze adatte ad essere impiegate industrialmente a causa di una loro certa dannosità.

Sono state sostituite da derivati dell'indantrene, da varie aniline, dal quinacridone e phtalocyanine, che hanno una minore tossicità. Non sempre la sostituzione giova al risultato, ma tant'è.

Proprio un paio di giorni fa, un rappresentante della Winsor & Newton mi ha fornito la lista completa dei colori delle varie linee ed ho potuto notare che sono stati sosituiti ben 21 pigmenti, modificati 31 e soppressi 15. Una strage. Io leverei un appello per tornare a macinare colori e fare da soli i proprii medium pittorici, dato che le informazioni e le materie prime, meno che mai oggigiorno mancano. Forse il vero grande problema è proprio l'eccessiva disponibilità di materie prime e di un numero troppo grande di colori.

Tendenza che accompagna la tecnica artistica dall'inizio dell'era industriale, con una stragrande proliferazione di tinte, toni e pigmenti, dalla scoperta del famoso Violetto di Perkins, primo sostituto di sintesi di un colorante naturale: l'Indaco (la cui produzione effettuata per l'appunto in India, vacillava per vicessitudini politiche ed economiche, sia locali che in Europa).

Lo stesso William Turner, entusiasta sperimentatore di qualsiasi innovazione nella tecnica pittorica, si rese responsabile per alcune opere che, a causa per l'appunto di pigmenti non sperimentati, dipinse quadri che hanno scolorato nel tempo, per cui oggigiorno hanno un aspetto diverso da quello che volle il grandissimo artista nel momento dell'esecuzione dell'opera.